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Manifesto del Dandrinkismo

April 9th at 12:00am

Dandrinkismo è una parola dalla chimica complessa che risulta dalla miscelazione concettuale di dandismo e bere raffinato, elegante, eccessivo.
Nel rifiutare l’omologazione con il non-tipo, con l’uomo comune, con l’analfabeta funzionale del bere, il dandrinkista è in constante tensione intellettuale verso una definizione di sé attraverso i suoi gesti ed la ricerca del drink, consapevole che l’attenzione alla vita esteriore – apparentemente segno di superficialità – è, invece, rivelatrice di quella interiore. In ciò, il dandrinkista si distingue dal semplice dandy, dal soprammobile, dall’uomo alla moda senza pensiero e dallo sciocco che beve inconsapevolmente.
Il dandrinkista compie un’operazione di compressione, di riassorbimento dell’essere nel drink. In altri termini, egli condensa la gravità dell’esistenza nella ricerca drink perfetto.
Il drink perfetto è il frutto di un lento, meditato, a volte ardito lavoro di riduzione al minimo degli ingredienti e di ricerca del dettaglio unico, essenziale, rivelatore del sé.
Gilberto Moretti

Nota al Motto Dosa ma osa

Dosa ma osa non è un aperitivo, non è un incontro tra amici davanti qualche buon cocktail, 
dosa ma osa è tutto quello che non vuole essere. 
Dosa ma osa è quella chiave, nata per caso, che riesce ad aprire i portoni del mondo dell’evanesvenza, della meraviglia e dell’incanto. 
Quando partecipiamo ad un evento #DosaMaOsa stiamo vivendo una sorta di Cosmogonia estetica del nichilismo più sofisticato. 
Nessuno di noi è quando dosa ma osa, perché siamo in bilico tra l’equilibrio e il rischio, siamo dei funamboli che giocano con se stessi, fermi in un angolo di paradiso a guardare dentro una cruna d’ago e poi scorgere qualche Angelo danzarci dentro. 
Dosa ma osa è cosmogonia estetica nichilista: tutto ciò è non è, un’ Avanguardia del nuovo modo di bere senza dover per forza essere.
Beunida Melissa Shani